giovedì 23 maggio 2013
Missis Strangelove ingrassava a vista d'occhio.cominciò a farsene una ragione e la ragione era che i suoi pensieri non potendo starci più nella testa migravano verso il basso.giù nello stomaco.con un coltellino da pesce si inflisse piccoli tagli verticali sopra l'ombelico e fu allora che uscirono fuori non fiori o farfalle ma il tenue intestino e gli atroci pensieri e l'insonnia e il desiderio di un bacio.Inarrestabili mancanze.Che lei raccolse con dedizione e seminò dentro gli occhi.che ora apparivano luminosi di candidi vuoti e chimere.Le pupille sfibrate erano come legna pronta da ardere.ma nessun camino si vedeva nelle vicinanze.giacevano immobili e fredde.come fossero perse dentro l'idea di una rosa.
domenica 17 marzo 2013
mercoledì 26 dicembre 2012
venerdì 17 febbraio 2012
Dopo aver scritto di lui tutto il Bene possibile
lei lo immaginò immobile
davanti allo specchio del bagno.
La cupola del Duomo attraverso i vetri e
un'aria gelida a spaccargli le labbra e il sorriso.
Proprio non voleva arrendersi a quella strana forma d'Amore.
Era pesante da portare addosso
eppure scaldava
come una vecchia coperta
nelle notti cupe d'inverno.
Bere vodka era per lui come scavare un buco nella sabbia e
nasconderci dentro i pensieri.
E tutti i suoi pensieri ora stavano lì .
Sepolti.
Stavano lì sull'attenti come piccoli soldati impassibili.
Avevano gli occhi lucidi,belle uniformi e
quando lui dava il segnale marciavano compatti
verso il centro del suo cuore.
Nel rosso fondo saliva la musica e
i pensieri a quel punto si confondevano
sbandavano
rompevano i ranghi.
E allora era una danza allucinata
mista di piume,fiori e occhi.
Grandi Occhi che lo cercavano
lo osservavano da dietro il blu notte della tenda.
I soldati ora erano madri e spose.
Erano padri e figli.
Gatti .
Profumi d'ambra e
ombre.
Erano ragazzi bellissimi
sotto la luna di Cipro.
Erano il bambino
che camminava su una gamba sola
come un fenicottero rosa.
Lui si faceva piccolo e
tutt'intorno
il Buio era grande.
Quella infinita fatica di vivere e
allo stesso tempo quella fame d'aria
come se stesse per soffocare.
Lei gli tese la mano.
La madre.
La sposa.
Nessuna parola tra loro
ma una fiamma accesa
ad allontanare
la Morte.
domenica 23 ottobre 2011
Sabato sera .ore undici e ventinove
Decido di non implorare e mi rifugio sotto un plaid a quadretti rossi e blu.C'è un freddo cane ma non accendo il riscaldamento per risparmiare.Sono lucidamente triste.i minuti passano ed ho una sensazione di infinita debolezza,come se stessi morendo dissanguata.colpita e ferita in un punto vitale e lasciata lì-a morire-,in un bosco di alberi alti dove non filtra neppure un raggio di sole.Non ho più la forza di chiedere,non grido,non parlo.Tutte le parole che ho detto sono stanche di ripetersi.Ciò che vorrei ora non è nemmeno più uscire e vederti .Mi basterebbe saperti vivo.E ho solo muri di gomma intorno,contro cui rimbalzano i miei pensieri.L'ansia graffia alle spalle.A mezzanotte faccio cose assurde,tipo ritagliare facce da un giornale o rilavare le posate una ad una,strofinandole con cura.Mi dedico agli oggetti.Li guardo con attenzione.Li maneggio con cura.Poi,scaravento un bicchiere a terra ,solo per sentire il rumore del vetro che si infrange.Raccolgo i vetri con cura e li metto dentro un altro bicchiere.Questo gesto mi sembra illuminante.Mi da uno strano vigore.Alle due di notte cado e precipito in un abisso.Iniziano le visioni tragiche.Ed è sempre più freddo.Accarezzo il mio gatto e solo attraverso il suo calore mi percepisco viva.Per il resto sono alla deriva,disincarnata e muta.Mi chiedo se tu riesci a sentirmi così come io ti sento.
Poi non mi chiedo più nulla.Rimango sul letto immobile ,come immersa e sommersa dall'acqua.Ti vedo tra le rose di Cipro.Canti una canzone sottovoce.Risorgo a me stessa solo dopo il tuo messaggio."Ho dormito tanto ma sono ancora vivo".
Poi non mi chiedo più nulla.Rimango sul letto immobile ,come immersa e sommersa dall'acqua.Ti vedo tra le rose di Cipro.Canti una canzone sottovoce.Risorgo a me stessa solo dopo il tuo messaggio."Ho dormito tanto ma sono ancora vivo".
venerdì 19 agosto 2011
Angels
Amy se la faceva addosso.la vodka picchiava dura in testa .la gente attorno e i suoi capelli a nido di rondine.era una bambina smarrita dentro il supermercato delle carni.dolce come l'ambrosia amara come il fiele .la borsa.lo specchio .la coca.camden down.southgate e i fenicotteri.quell'uomo che non l'amava abbastanza.a lei niente bastava mai.l'ho sognata con me al Dollaro Club .tutte e due bionde e sbronze.ma pure come gigli.due piccole dame di cuori.con le ossa rotte.battute a sangue dalla vita.annaffiavamo fiori alle quattro di mattina.davamo croccantini ai nostri gatti.era un tempo buono.ridevamo come pazze facendoci foto dentro le macchinette automatiche nelle stazioni.
Ci brucia l'anima..piccola mia..ti accarezzo i capelli ..mentre ti addormenti.
(io volevo essere la maestra degli abbracci.delle dita che accarezzano la schiena.dei piccoli,teneri baci .ma sto di nuovo dietro la colonna di marmo.la festa continua da qualche parte.io devo solo allenarmi a nuotare sott'acqua. trattenere il respiro.non pensare.non analizzare.se non lo faccio..morirò.)
Ci brucia l'anima..piccola mia..ti accarezzo i capelli ..mentre ti addormenti.
(io volevo essere la maestra degli abbracci.delle dita che accarezzano la schiena.dei piccoli,teneri baci .ma sto di nuovo dietro la colonna di marmo.la festa continua da qualche parte.io devo solo allenarmi a nuotare sott'acqua. trattenere il respiro.non pensare.non analizzare.se non lo faccio..morirò.)
martedì 14 giugno 2011
Toccato il fondo non risalivo e
restavo impigliata tra le alghe.
un vero capolavoro estetico la mia testa medusa
brancolante nell'abisso.
Entravo nei markets dell'orrore meet Meat
all'ora di punta.
Sfrecciavano veloci le ombre coi loro carrelli elettrici.
Un uomo chiedeva monete all'ingresso.
con un piccolo cane andaluso al guinzaglio.
Respiravo a fatica
come un piccolo pesce in una busta da luna park.
Avevo una Verità semplice
che mi rendeva difficile ogni cosa.
restavo impigliata tra le alghe.
un vero capolavoro estetico la mia testa medusa
brancolante nell'abisso.
Entravo nei markets dell'orrore meet Meat
all'ora di punta.
Sfrecciavano veloci le ombre coi loro carrelli elettrici.
Un uomo chiedeva monete all'ingresso.
con un piccolo cane andaluso al guinzaglio.
Respiravo a fatica
come un piccolo pesce in una busta da luna park.
Avevo una Verità semplice
che mi rendeva difficile ogni cosa.
lunedì 25 aprile 2011
Ora sei dentro il mio sangue e scorri e lo guarisci -bruci alle tempie come le mie linee di febbre e cambiamo strada per sfuggire ai dannati di Via dei Benci e siamo gli angeli del dopobomba -gli umili pescatori di perle-i film muti in bianco e nero e il ghiaccio sulle ciglia dei soldati nella neve-disarmati amori-venditori di rose affrante-erotemi-
così quando sogni gli uomini io sono tra le pieghe del loro inguine- vestita di catene e di glicini- cinta di rovi tra le loro scapole -nelle ossa e nei muscoli che disegnano icone nell'ombra
nata donna perchè di me avessi l'Anima che resta e non la carne che finisce
e ti svegli prima del sole prima del sale e del seme e
mi disegni infinita e con infinite ali
-e sono la Madre delle povere cose-
della notte e del pane spezzato-
porto gigli al tuo risveglio
come una fiamma
brucio.
così quando sogni gli uomini io sono tra le pieghe del loro inguine- vestita di catene e di glicini- cinta di rovi tra le loro scapole -nelle ossa e nei muscoli che disegnano icone nell'ombra
nata donna perchè di me avessi l'Anima che resta e non la carne che finisce
e ti svegli prima del sole prima del sale e del seme e
mi disegni infinita e con infinite ali
-e sono la Madre delle povere cose-
della notte e del pane spezzato-
porto gigli al tuo risveglio
come una fiamma
brucio.
sabato 16 aprile 2011
giovedì 14 aprile 2011
Ora mai passo inosservata
appaio distorta se mi specchio e
solo il tuo sguardo mi contorna di luce e di rose
quando ridi e sciogli i ghiacci profondi -distendi le mie rughe e ci semini viole
e vivo per le tue mani che mi sfiorano e danzano -per il sonno condiviso e
il sogno di una nostra stagione irripetibile
-dedicata a te come una preghiera scritta su carta di riso-
ti raccolgo nel grembo e ti cullo
Ho una cresta punk nel cuore -
una bocca che beve e sbava Meraviglia-spacca chitarre e sputa e
si strappa la pelle.
la mattina livida brucia come lava.
sete di seta e teneri orli di pizzo ricamato.
poi la violenza di ossa frantumate.cartilagini sciolte nell'acido.
cane e cannibale.
una bambina con le ginocchia scoperte e sanguinanti.
Lascia che io abiti nella tua casa
dammi una dimora e doma i miei demoni.
Io sarò per te come la rugiada sull'erba
distillerò le mie lacrime in gioia
per inebriarti di nuovo la Vita
mercoledì 2 febbraio 2011
Mi stavo lavando i capelli.
Ero entrata nella dimensione "vengo da te" e l'acqua sulla testa mi faceva sentire un po' felice.mi succede sempre quando lavo i capelli nella dimensione"vengo da te".
Mentre sono a testa in giù
mi immagino piccoli pesci rossi e cavallucci marini e
anche certe notti di lucciole di maggio -che oggi non brillano più.
Ora la casa dove vivo mi sembra più piccola che mai e
così piena di cose di cui vorrei liberarmi.
Riesco a vederti in ogni singolo posto dove sei stato ,
con le dita posso disegnarti tra silenzi ed ombre.
Nella mia gola si forma una specie di nodo che mi toglie il respiro quando sento di non essere stata capita e allora guardandomi allo specchio mi vedo solo gli occhi.
Che diventano azzurri fondi come immagino il tuo mare di Cipro e
poi cambiano colore e li riempie la nebbia del nord.
Eppure mi resta dentro una luna di fuoco che taglia in due la notte e mi chiude le labbra.
venerdì 28 gennaio 2011
sabato 1 gennaio 2011
Alle sette del mattino miss Sex Tone si svegliò ,direi piuttosto lucida nonostante il lithium dellla notte prima..era il primo giorno del 2011 e pensò "Perchè avere un solo giorno libero mentre potrei avere tutta l'eternità?"accarezzò il pelo morbido del suo gatto addormentato...penso ai Wilson chiusi nella camera otto ..apri la finestra del sesto piano e si gettò ma non cadde -non era una caduta ma una specie di volo onirico- niente vecchie ossa sbriciolate di una gallina marcia sul marcia piede della via dei serpenti ma un volo soffice ,come cullata da morbide zampe feline - sfumò in aria sospesa - pelo rosso sopra ciò che rimaneva della notte di festa ..delle grida dei barbari e dei cannibali ,con tutte le loro voci le loro polveri e le loro miserie-
Il primo mattino del primo gennaio diventò un angelo rubino -luminoso e trasparente come ghiaccio-
In Piazza Santa Croce Dante pianse una lacrima di marmo.
Bambini e donne vomitarono gigli.
Certi pensieri notturni seducono la Morte,
la avvolgono in un manto come la Madonna dei fiori.
Danzano convulsi e ti precipitano dentro un cono d'ombra.
Piccoli demoni meridiani senza pace
sibille devote a Melanthos il nero..
siamo piume sperse nel mare di Itaca,falene ebbre di luce.
Siamo i granelli di sabbia
con cui un dio lunatico costruisce immensi castelli.
a Duet: Lefty & Stella
Per la strada ho incontrato sagome di cartone -scorrevano via veloci con borse bottiglie e cappotti lunghi.camminavo a testa bassa come una bambina sgridata da un padre cattivo .ho contato sette numeri sette e poi ho alzato lo sguardo verso un cielo di piombo .mi è entrata polvere e uno spavento sottile.mille aghi di pino mille spilli di morfina nel sangue.
Non ero più bellissima e crescendo morivo .
Tu mi tenevi in vita -nelle risate e nelle distanze.
Eri il seme della mia terra -il vento che scompiglia i capelli e
li fa danzare come onde.
Tramontavamo ogni sera come due piccoli soli.
All'alba di ogni nuovo giorno
eravamo di nuovo nudi e indifesi.
Ma quanta Bellezza in questo destino .
Quanta luce hanno di nuovo gli occhi.
venerdì 19 novembre 2010
Nel sogno c'erano due angeli
seduti in piazza santa Croce.
avevano un'enorme borsa da viaggio
colma di chicchi di grano.
Lo gettavano ai piedi di Dante e
le persone lo raccoglievano.
Una turista giapponese gridava
"akkki nuuu akkki nu!!!"
Pioveva ,
ma la pioggia
non bagnava gli angeli.
Nel 79 ricordo un micropunta
arrivato diretto da Amsterdam .
preso di notte.
da sola.
C'era questo bianco stupefacente e
le mie mille morti danzavano.
ed ero in perfetto equilibrio.
Oltre me stessa.
Appesa e sospesa nel vuoto.
Oggi ho fame
dei tuoi occhi e delle tue mani.
Sono la bocca di una geisha affamata.
sabato 13 novembre 2010
In fondo
poco importa
di ciò che qui dentro
accade.
Ciò che conta davvero io lo so.
E' un segreto racchiuso in battito
di ciglia.
E' l'Amore per una somiglianza.
E'Oltre tutto questo.
Ancora
una volta la Poesia mi salva dal male.
La Poesia e la Musica danzano la Sostanza e
non l'effimero.
Io mi sento poca cosa
mi sento un corpo sfinito.
eppure ancora vibro
per l'incanto viscerale
della tua presenza nella mia vita.
martedì 19 ottobre 2010
certe volte si resta lì immobili,persi dentro il buio più totale ...come immersi in una vasca alchemica dentro una stanza densa di caloroso vapore..certe altre si è freddi come rettili -o lunghi rettilinei di strade perse dell'infanzia gonfi di pensieri pesanti e logori come i cappotti dei clochards di saint mary nouvelle vogue..non si riesce nè a toccare nè a sentire..il latte succhiato dalla madre rifluisce nelle vene come biancospino fiorito ..le chimere e i mostri notturni siedono accanto a te mentre batti i tasti..tutti i segni dentro i libri..tutte le sacre scritture e le ciglia delle bambole e la fame nera e la guerra e i dolci nascosti sotto il letto ghiacciato..si desidera essere testimoni delle proprie reazioni.si desidera il fondo del pozzo -l'oasi delle meraviglie ..e un angolo stetto,una fessura dove stare rannicchiati come piccoli cani randagi sopravvissuti a un massacro.
si teme l'amore e la lezione delle lacrime.
tutti gli oggetti amati perdono senso e consistenza.
la luna è un serpente arrotolato su se stesso
quando la guardi fumando alle tre di notte fuori dal tuo bunker di piccolo soldato.
avere disciplina.
essere indisciplinati.
lasciarsi avvolgere da un mantello caldo di ricci capelli castani
-cingere i fianchi a una ragazza mentre cammini senza equilibrio-
perderti nel suo harem di preghiere
-lasciarla entrare nel punto più Oscuro-
La nudità non spaventa gli angeli.
Le tue vene conducono il sangue a casa.
I tuoi occhi sanno la verità delle cose.
attraversare i ponti
rompere i muri
lasciare che le tue dita colgano lo splendore dei gigli.
non muore mai la sorgente della tua bellezza.
le parole vanno e vengono.
scompaiono e poi tornano.
e quando ripeti le cose le cose cambiano.
Ogni nuova Onda è una magia.
(MaDonna Marilyn by LeftyBoy)
martedì 12 ottobre 2010
Eccolo com'è quest'Uomo
-capace di stare ore giù nelle farmville -nelle bidonville -in quel cielo virtuale sporco grigio piccione e poi riemergere
come un albatros, una gazza ladra di sogni e chimere
-affilato come una lama nella notte
liquido lucente come stille di sudore
tra i seni di una ballerina di tango
-profuma di tabacco e Venere quest'Uomo splendido -
incoerente -allergico all'amore -
che mi fa stare nel sottoscala
-nel sottosuolo -
come una minatrice -
attrice muta persa nel mio bianco e nero
d'assenza e d'assenzio-
mi costringe virtuale mi fa male
mi sorprende di lune ruvide e onde mosse e
muove sfere e converge passi e
districa i nodi dei miei capelli capricci
-spiega le vele al vento e
vela Frida di bianco zucchero cubano
-sfida tempeste -si rannicchia pauroso
in un guscio di noce-senza voce -la croce...
mi fa bruciare e brillare gli occhi-
mi fa ancora Aspettare domani..
come sushi è crudo e profuma di spezie
gioca a spezzare rami e seziona cadaveri
-è maestro di colori e d'essenze -sciamano di musiche greche -dardo scoccato da Cupido colpisce il ventre d'Afrodite e
come falco notturno plana
-tenero e furioso tra il candore dei gigli-
-perso come un cucciolo bastardo di cane -
immenso come l'Oceano.
come un'isola -solo.
Mio Sole.
Mia Speranza.
Mia Vita.
sabato 2 ottobre 2010
Horos me ti skia mou
certe volte mi sento esattamente così : una grassa vecchia con una pelliccia di finto leopardo- il corpo vuole andare- ma una bambina con le trecce gioca giù -dentro il mio ventre - raccoglie sassi e conchiglie e vede cigni dorati scivolare sulla glassa di un lago ghiacciato.Si chiede l'origine del mare-quanti sono i granelli di sabbia-e come fa una nave a restare a galla senza affondare.Ti sento senza punteggiatura-come un mantra esoterico ti ripeto mentre le notti si sgranano come i chicchi di un rosario-e mister Magoo mi sussurra che" parlo troppo e faccio troppo poco "e mi dice che c'è un dildo dentro il cassetto del comodino.....
e io danzo come una salomè di periferia ai piedi del tuo letto e la mattina non trovo nessun dolce biscotto e cerco qualcosa nel frigorifero -mi siedo controluce e fumo riflessa nello specchio mi faccio una doccia con l'assenzio canto una ninna nanna a frida"dormi gattina dentro il tuo tunnel di cartone -dormi bella bimba nella tua piccola prigione"
mercoledì 15 settembre 2010
Mi sveglio ed ho pensieri rossi
come grumi di sangue rappreso.
Io sono come la ruggine
Mi esalto con l'acqua.
Vivo il delirio di troppa Sensibiità.
Le cose belle Amano ripetersi.
Ripeto il mio amore in Continua/Azione.
Sono cieca
eppure vedo.
Il mio cane guida languisce smarrito nell'ombra.
Chi mi accompagnerà
verso la fine del giorno ?
Stonata.
Immobile.
Le ali fradicie di pioggia.
Il ventre un'immensa cava di marmo .
Vieni e
scolpiscimi dentro la Pietà.
come grumi di sangue rappreso.
Io sono come la ruggine
Mi esalto con l'acqua.
Vivo il delirio di troppa Sensibiità.
Le cose belle Amano ripetersi.
Ripeto il mio amore in Continua/Azione.
Sono cieca
eppure vedo.
Il mio cane guida languisce smarrito nell'ombra.
Chi mi accompagnerà
verso la fine del giorno ?
Stonata.
Immobile.
Le ali fradicie di pioggia.
Il ventre un'immensa cava di marmo .
Vieni e
scolpiscimi dentro la Pietà.
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